«Il problema? Non si analizzano attentamente i fatti, non si conosce la storia»
BOLLATE (mi) – Sulla scena bollatese grazie all’amicizia che l’ha legato a Ornella Marelli, presidente dell’associazione Gli Occhi di Mafalda, si è fatto conoscere il giovane Tommaso Cantafio: un giovane scrittore milanese il cui campo d’azione è quello dei misteri della storia. Giovane ma già con storie di raccontare, Cantafio è stato invitato in biblioteca per accendere i riflettori sul tema della resistenza. Un concetto che ben si sposa con quello di Resistenza, tema che oggi si ripropone attuale. Una rima che lui stesso ha deciso di riscrivere in un’unica autobiografia, Resilienza, uscita ad aprile dello scorso anno. «Ai tempi d’oggi si pensa troppo alle cose materiali e non si interpretano i propri “io” e quando siamo davanti ai problemi finiamo per cadere. Vi racconto la mia storia che non è … niente altro che la vostra», dice a Settegiorni. «Senza resilienza non capiamo il nostro passato. Come una persona risoluta analizza se stessa, anche nella storia con resilienza si dovrebbe tirare su quei gradi errori del passato per evitare di compiere di nuovo. Con Resilienza – scandisce lo scrittore – vi racconto della mia vita che è un po’ anche la vostra. Anche l’eco del 25 aprile nella vita di tutti trova spazio nel racconto dell’autore 30enne. «Il problema del 25 aprile è che non si ferma ad analizzare i fatti storici con la dovuta attenzione. Se li si analizzasse, si troverebbero punti in comune. Schierarsi politicamente da una parte o dall’altra può portare a nulla di costruttivo. Ed è solo così che possiamo impegnarci a trovare il buono. Solo gli estremismi non hanno mai portato a nulla di costruttivo. Dopo il successo del libro che parla della reazione positiva a seguito di eventi piuttosto traumatici, Cantafio non è rimasto a guardare quanto gli è scorso davanti. Se n’è uscito infatti con un altro libro. Si intitola «Fuori Tempo» ed è un romanzo che parla del tempo, in un’ottica molto personale, il cui soggetto è un ragazzo che si trasferisce a Parigi per studiare non senza incontrare ostacoli e difficoltà. Ne uscirà un secondo libro, la prosecuzione, averte «Un critico ha definito la mia storia come la storia di tutti. In me la gente trova lo spunto per andare avanti» . Tommaso termina la nostra intervista con un «Grazie a tutti» per niente casuale. E’ il nome di un motivo di Gianni Morandi nonché la colonna sonora della sua vita e … di tutti.
